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Marcello Giordani stasera al Teatro Regio di Torino

19 gen - Interpreterà il "capo della compagnia Canio" nell'opera I Pagliacci. Dopo dieci anni dal suo debutto nell'opera di Leoncavallo il tenore nato ad Augusta (Sr) torna nel capoluogo piemontese : "E' stato un immenso piacere accogliere l'invito che mi è stato offerto". Il Regio mette in scena un nuovo allestimento di Pagliacci, il capolavoro di Ruggero Leoncavallo, a 125 anni dalla prima assoluta. La regia è firmata da Gabriele Lavia, attore e regista tra i più rappresentativi del teatro italiano degli ultimi decenni. Graditissimo il ritorno del maestro Nicola Luisotti sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro, alla sua prima produzione operistica al Regio dopo i successi nella stagione de I Concerti. Giordani, per le caratteristiche della sua voce, è stato chiamato a sostituire l'indisposto Fabio Sartori, torna al Regio di Torino dove nel 2006 era stato protagonista di due produzioni verdiane "Il Trovatore" e "Don Carlo".
"Torino è una città bellissima - ha affermato il tenore siciliano raggiunto al telefono - non sembra neanche Italia. La bellezza degli ampi spazi urbani del centro, i palazzi in stile barocco/liberty, lo stesso Teatro Regio è un'opera architettonica di grande pregio. Torno volentieri in questa città che è stata capitale d'Italia e negli ultimi anni sta riscoprendio un rinascimento culturale italiano invidiabile". Giordani torna e trova la regia di uno spettacolo rinnovato adattato e diretto da un Gabriele Lavia regista. Una realizzazione coraggiosa a partire dalle scene. Sulla muraglia di fondo campeggia la scritta "vincere", tutto attorno sono rovine, calcinacci, pareti crivellate dalle pallottole. Questa è la piazzetta rurale su cui Gabriele Lavia e Paolo Ventura immaginano la rappresentazione, in un’Italia appena uscita dalla guerra mussoliniana, ancora in balía delle incertezze e delle pulsioni più feroci.
L'orientamento mira al cuore della poetica verista, coniugando nella messinscena realtà e naturalismo. L’ambientazione è quella di una periferia italiana del secondo dopoguerra, con forti richiami estetici al Neorealismo cinematografico. "Pagliacci è un’opera molto complessa – spiega il regista – Leoncavallo ha costruito qualcosa di filosofico. Il compositore ci mette sull’avviso che sta per iniziare qualcosa che trascende il mero fatto di cronaca, alla base della vicenda". Nicola Luisotti, Direttore musicale della San Francisco Opera, nonché uno dei direttori d’orchestra italiani più apprezzati a livello mondiale, torna sulla partitura di Leoncavallo. In programma otto recite dell’opera, dall’11 al 22 gennaio, Il nuovo allestimento vede scene e costumi firmati da Paolo Ventura, uno dei più importanti fotografi nel panorama dell’arte contemporanea, le luci sono di Andrea Anfossi. Il Coro del Teatro Regio e il Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio “G. Verdi” sono istruiti da Claudio Fenoglio. - 2017 © Torinonline.net




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