Cosa ho imparato oggi : Orsetto-Leopardi, si può fare.
Quando la vena poetica ti assale e ti fa riscoprire sensibilità sopite, magari riportate a galla da umilianti offese o, ancora peggio, da amorevoli mazzate....
Cosa spinge un uomo in cima ad una collina a piazzarsi dietro una grande siepe che gli impedisce di vedere oltre, per poi immaginarsi l'infinito dietro di essa e provare felicità nell' "annegare" in quell'immensità e "naufragare" dolcemente nel mare delle emozioni … magari in attesa di una fantomatica "Guardia Costiera dei Sentimenti" pronta a salvarlo? Tutto questo per cosa? Per scrivere una poesia, nell'inutile tentativo di far colpo sull'unica donna sulla faccia della Terra … una certa Silvia … di cui è risaputo che … non gliela darà mai.
Questo è il gretto quesito che mi sono posto l'altra sera ascoltando lo gnomo (orsetto junior, di 10 anni) che recitava "L'infinito" di Giacomo Leopardi, da imparare a memoria quale compito per casa. Ho pensato: comprendo benissimo che il Tenero Giacomo (com'è stato ribattezzato per l'occasione, rifacendosi al gentile personaggio della Settimana Enigmistica) fisicamente non fosse il massimo … ma caspita, magari se si fosse presentato completamente nudo, con una bella donzelletta in biancheria intima tatuata sul petto ed il suo "passero solitario" rinchiuso in un bel perizoma tigrato … anzi, considerato il cognome, leopardato … sarebbe riuscito nell'agognato intento di risvegliare la passione sopita di Silvia.
Ho formulato la stessa domanda alla mia gentile consorte che con un eloquente espressione, pregna dello sconforto per aver avuto l'ennesima conferma di aver sposato un pirla, ma soprattutto dello sgomento per aver dimostrato ancora una volta che di psicologia femminile non ci capisco assolutamente nulla, mi risponde con un tono carico di tutta la serietà che questi momenti richiedono: "caro deficiente … ehm, marito, come tutte le forme d'arte, la poesia è la trasposizione delle sensazioni e delle emozioni provate dall'artista in una forma tangibile tale da poter essere resa godibile anche dagli altri … in parole semplici, comprensibili anche da uno come te che in testa ha i Pokemon che fanno le battaglie al posto di neuroni e sinapsi, la poesia trasforma le sensazioni del poeta in versi, cioè in una forma tale da poter essere assaporata, vissuta e condivisa da chiunque … così come la pittura fa con le immagini e la musica con i suoni. Ma cosa vuoi capire tu di poesia che le uniche emozioni che hai, sono quelle che provi pigiando velocemente il tasto "X" e "quadrato" del joypad della playstation e gli unici sentimenti che ti sono rimasti sono foderati di asfalto?".
Rimango sbalordito a fissarla come un ebete. Colpito nel centro del mio cuore pieno di sabbia e nel pieno del mio arido amor proprio, decido di avventurarmi in una delle mie solite deliranti brillante idee: dimostrare di essere bravo quanto Leopardi … anzi di più! Avete voluto la guerra e guerra sia: Leopardi contro Orsetto … animale della savana contro animale del boschetto!!!
Trascino rumorosamente il divano per metterlo davanti alla porta-finestra del soggiorno che dà sul porto. Chiudo la tenda per simulare la siepe che ostacola la visuale, mentre la gentile consorte sta telefonando all'Unità Mobile di Psichiatria per venirmi a prendere. Mi siedo con tanto di blocco-notes per vergare le sensazioni che di li a poco prenderanno vita … o forse.
Passano 5 minuti: nulla. Passano altri 10 minuti e l'unica immagine che si materializza in mente è il tasto "X" del joypad ed il nuovo videogames che mi chiama per giocare.
Dopo 30 minuti di meditazione, l'unica cosa che riesco a partorire è: "Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita … ".
Non mi piace e, tra l'altro, non mi sembra neanche molto originale. Desisto sconfortato. Forse la gentile consorte non aveva torto, ragion per cui mi accendo la playstation e inizio a giocare con questo meraviglioso frutto della genialità giapponese, mentre penso: "questi giapponesi, così semplici ma altamente tecnologici, rispettosi delle tradizioni ma con uno sguardo sempre rivolto al futuro, pacati ma capaci di provare forte emozioni … proprio come un Haiku". Haiku !?! Un bagliore squarcia la mia mente. Ecco la forma di poesia che fa per me! Corro su internet e su Wikipedia cerco: Haiku - Componimento poetico minimalista costituito sempre da 17 sillabe. Ideato nel Giappone del XVII secolo, è un tipo di poesia "essenziale", scevra quindi da inutili fronzoli (come preposizioni, articoli o congiunzioni), carica solo di emozioni ed intense suggestioni … il tutto appunto in appena 17 sillabe.
Adesso manca solo l'emozione, la scintilla che funga da ispirazione per il mio componimento poetico. Spengo tutto e decido di cercare la scintilla sotto la doccia, da cui esco, dopo qualche minuto, gocciolante, attraversando per intero il corridoio fino al soggiorno dove avevo lasciato il blocco notes. All'improvviso un urlo sovraumano devasta la quiete del mio focolaio domestico, paragonabile solo a quello dell'incredibile Hulk quando gli dissero che i suoi jeans azzurri non c'azzeccavano nulla con il verde della pelle. In fondo al corridoio la gentile consorte ha appena scoperto le gocce d'acqua sparse per terra e brandisce il famigerato e tanto amato bastone con i chiodi uncinati arrugginiti (n.d.r.: arma bianca di offesa medievale che la famiglia della mia gentile consorte si tramanda di madre in figlia, destinata a picchiare i mariti quando le fanno incazzare come bestie). Il panico traspare evidente dai miei occhi … ecco la scintilla, l'emozione che aspettavo: il terrore.
Adesso sono felice … ancora sanguinante, ma felice. Ho trovato finalmente l'ispirazione che mi ha consentito di generare il seguente componimento :
Fine doccia, gocciolo.
Bagno terra, lei urla.
Mazzate
Che ne pensate? Sono esattamente 17 sillabe. Non sarò bravo quanto Leopardi, ma in compenso come poeta giapponese ho un futuro ancora tutto da scrivere. O no?
Orsetto Dispettoso / 2011 © www.torinonline.net
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