COSA HO IMPARATO OGGI : IL PIANO DOMESTICO DI EMERGENZA NUCLEARE Rubrica a cura di Orsetto dispettoso
A volte le azioni più semplici , come vuotare un borsone, possono celare le insidie più pericolose. Ecco il nostro eroe alle prese con una delle sue paure più nascoste : il pericolo della contaminazione.
Il Sievert è l'unità di misura della dose di radiazione assorbita. Mediamente in un anno assorbiamo dall'ambiente circostante dai 2,4 ai 10,2 mSv (dove mSv sta per milliSievert, cioè un millesimo di Sievert), pochissimo se si considera che con una semplice radiografia assorbiamo, in un'unica soluzione, poco meno di un mSv, valore che sale fino a 15 mSv per una tomografia computerizzata, a 20 mSv per una PET o una scintigrafia (fonte wikipedia). Nulla è più radioattivo di un … borsone con la roba sporca utilizzata per la partita del calcetto.
Avete presente quella sensazione che vi prende quando si ha l'impressione di aver dimenticato qualcosa, ma non sapete di preciso cosa? Ecco, proprio quella! Da qualche giorno vagavo per casa, senza una meta ben precisa, neanche fossi un aspirapolvere-robot … con l'unica differenza che l'aspirapolvere quando termina la carica della batteria va a ricaricarsi nel suo angolino, io invece appena mi stanco, mi accascio dove capita prima ,sedie, divani, tavoli … a volte direttamente sul pavimento. Fino al giorno in cui la mia gentile consorte mi chiede che fine avessero fatto i calzettoni del calcetto. Un lampo di luce squarcia all'improvviso la mia memoria. Alla velocità dei neutrini (che come sapete è risultata essere superiore a quella della luce) elaboro mentalmente delle semplici equazioni: calzettoni calcetto = partita di calcetto = partita della scorsa settimana = roba sporca infilata nel borsone = minchia !!! Improvviso il ricordo riaffiora : ho gettato il borsone con la roba sporca del calcetto in un angolo dello sgabuzzino e mi sono dimenticato di svuotarlo.
Mi assale il panico … e adesso chi ha il coraggio di aprire quel borsone dopo una settimana di fermentazione? Cerco di circuire lo gnomo (n.d.r.: mio figlio di 9 anni) promettendogli ben 3 videogames della playstation, ma invano, si vede che sta crescendo … ha imparato a tutelare la propria incolumità fisica.
Tento allora di convincere la gentile consorte a portare a termine l'ardua impresa, promettendole ben due borse nuove … ma neanche l'allettante combinato disposto Louis Vuitton e Braccialini riesce nell'intento, a dimostrazione che la situazione è ben più grave di quella che avevo preventivato.
E' evidente che devo agire in prima persona.
Bagno un asciugamano e me lo getto addosso, nel dubbio che i gas sprigionati dalla fermentazione dovessero prendere fuoco a contatto con l'ossigeno dell'aria. Mi metto davanti al naso ed alla bocca anche un fazzoletto bagnato che funga da filtro contro i venefici tossici vapori e indosso dei guanti in lattice. Apro con cautela lo sgabuzzino. Anche al buio lo vedo subito nell'angolino, in quanto brilla di una poco rassicurante fluorescenza verde. Con il manico della scopa lo colpisco violentemente più volte, nel timore fosse ancora vivo. Non reagisce, dev'essere morto. Mi avvicino con circospezione e, bardato di asciugamano e fazzoletto, apro lentamente la cerniera. Intravedo la maglietta e i pantaloncini. Li sfilo delicatamente per raggiungere il nocciolo del reattore nucleare … cioè la busta di plastica contenente mutandine e calzettoni sporchi. Man mano che mi avvicino al suddetto reattore, la luce verde si fa più intensa … mi acceca. Sbaglio manovra e la busta mi scivola dalle mani. Le mutandine sporche mi cadono addosso, assalendomi … caspita sono ancora vive!!! Nel tentativo di liberarmi da quell'assalto si sposta il fazzoletto che avevo davanti alla bocca e inalo i fetidi vapori. Perdo i sensi e svengo battendo dolorosamente la testa che fortunatamente nel mio caso non è un organo vitale.
Mi riprendo nel mio letto, mentre la lavatrice sta già facendo il suo dovere decontaminatorio. Sono rimasto svenuto a contatto con la roba radioattiva per più di due ore prima che la gentile consorte e lo gnomo, accorgendosi della mia assenza, mi abbiano trascinato fuori dallo sgabuzzino, tirandomi per le gambe. Adesso però corro più veloce, alzo grossi pesi senza fatica e riesco ad accendere le lampadine tenendole semplicemente in mano. Un unico inconveniente: brillo di una strana fosforescenza verde, decisamente fastidiosa e soprattutto molto poco sexy. Ai lettori: se volete provare nuove "forti" sensazioni, mi è ancora rimasto un calzino sporco, sfuggito alla cattura. - Orsetto Dispettoso / 2011 © www.torinonline.net
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